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UNO MOLTO BRAVO 

Faust: variazione contemporanea sul tema dell’anima perduta.

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Liberamente ispirata al Faust di Goethe, la pièce interroga l’uomo contemporaneo, smarrito nella sua fame di riconoscimento, disposto a svendere sé stesso, la propria anima, in cambio di una sopravvivenza senza luce o di una felicità a basso costo. In scena, Mefistofele ha cambiato volto. È un Soul Coach, una guida spirituale da manuale motivazionale, che accoglie una cliente anemica, svuotata, apparentemente priva d’anima. Ma l’anima, si scopre, è già stata barattata molto tempo prima. Ceduta nell’infanzia, in cambio di qualche briciola d’amore. Eppure, qualcosa la accompagna: un’ombra. Silenziosa, insistente. Un’ombra che il Coach tenta di razionalizzare, diagnosticare, addomesticare, ma che lentamente si rivela per ciò che è: non solo il riflesso della donna in scena, ma l’Ombra collettiva che ciascuno di noi porta con sé. Un’ombra archetipica, universale, che ci cammina accanto da sempre, e che una volta evocata chiede di essere guardata in faccia. In questo teatro nulla è ripetibile. Il pubblico non assiste: interviene, influenza, si espone. Viene guardato mentre guarda. Ogni replica è un esperimento vivo, un rito di risonanza, dove lo spettatore non può restare intatto. 

Regia e drammaturgia | Nunzio Caponio  
In scena | Nunzio Caponio, Simonetta Checchia, Mateusz Szymanski  

Modular Electronic Soundscape | Piercarlo Bórmida  
Disegno luci | Loïc Hamelin  
Scenografie | Nunzio Caponio  
Costumi | U.M.B Collective  
Realizzazioni video | Roberto Putzu  
Foto di scena | Luca Sgualdini  
Produzione | Compagnia B 

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